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Biografia

Matteo Bevilacqua è un pianista concertista italiano, recentemente selezionato come artista in residenza presso la Queen Elisabeth Music Chapel in Belgio.


Uno dei pianisti più interessanti della sua generazione è noto per il suo pianismo personale, intellettuale e raffinato e per la sua acutezza nella scelta del repertorio.
Incide per le etichette Internazionali Naxos Records e Grand Piano.
Vincitore del “Premio Concerti a Teatro” della Fondazione Carispezia, e del Concorso Internazionale “Palma d’oro” di Finale Ligure, ha ottenuto premi in oltre 30 concorsi internazionali, si esibisce regolarmente al Millennium Amphitheater a Dubai, allo Schlosstheater del Palazzo Schönbrunn a Vienna, al Teatro Civico di La Spezia, al Teatro Palladium, al Teatro Dei Marsi, al Teatro Massimo di Pescara, al Teatro Nuovo Giovanni da Udine, al Teatro Savoia di Campobasso. Ha al suo attivo oltre 100 concerti solistici, ed è ospite di numerosi festival e stagioni quali il Mittelfest Festival, il Perosi Festival il Legno Vivo Festival, la Società del Teatro e della Musica di Pescara, gli amici della musica di Campobasso e di Udine, l’Accademia Ricci, la Fondazione Teatro Nuovo Giovanni da Udine, Roma 3 Orchestra, l’EEAS (European External Action Service).

Ha collaborato e condiviso il palco con illustri musicisti e professionisti di vari settori, tra questi Bruno Canino, Luca Trabucco, Ferdinando Mussutto, il grafico Paolo Tassinari, il paleoantropologo Claudio Tuniz, il Cosmologo e divulgatore Lorenzo Pizzuti, il neuroscienziato Giacomo Rizzolatti, il programmatore informatico Alessandro Passoni, i registi Gigi Dall’Aglio e Virginio Liberti, la ballerina Martina Tavano, la flautista e cantante Tinkara Kovac, la mezzosoprano Valentina Volpe Andreazza, la giornalista Cristina Bonadei.
E’ molto attivo nella riscoperta della musica del ‘900 italiano, sta realizzando l’integrale per pianoforte solo delle musiche di Luciano Berio, e sono programmati in prossima uscita dei CD registrati a Roma con il Roma 3 Orchestra Ensemble dedicati alle opere cameristiche del compositore Lorenzo Perosi. Nel 2021 ha preso parte al tour nazionale con il Roma 3 Orchestra ensemble (tra Lazio, Abruzzo, Molise e Lombardia) con musiche di Perosi, Wolf Ferrari e Wagner.
E’ promotore e divulgatore della musica di Giuseppe Molinari, compositore Friulano suo conterraneo, scomparso tragicamente nel 2006, e di cui ha realizzato uno spettacolo multidisciplinare tra la musica e la danza, che ha debuttato al Festival Mittelfest (Turn Off Subtitles – ovvero Ode a Giuseppe Molinari).
Parallelamente all’intensa attività concertistica e discografica si dedica alla ricerca e allo sviluppo di progetti multidisciplinari intersettoriali che pongono la musica in relazione ad altre arti, discipline scientifiche e nuove tecnologie, debutta al Festival “Legno Vivo” nel 2021 e al Teatro Giovanni da Udine nel 2022 con un progetto intersettoriale tra la musica, le arti visive e le neuroscienze: “Mezzocielo– tra Musica, Arti Visive, Neuroscienze”.
La performance è dedicata alle emozioni evocate dal pianista durante un concerto: l’interprete indossa un caschetto neuronale EEG che registra l’attività cerebrale legata al suo stato emozionale. Il mutare dei suoi parametri genera in tempo reale la variazione cromatica e geometrica delle opere di arte visiva appositamente ideate dal noto designer grafico Paolo Tassinari, dello studio Tassinari/Vetta, che vengono proiettate in un ambiente immersivo e avvolgente dove vengono ospitati gli spettatori.

“Un giovane virtuoso che ci regala un Debussy cangiante, dai riflessi madreperlacei, irruento, ironico, delicato, pensoso, diverso da preludio a preludio.”

Sergio ZolliInstArt

È il Direttore Artistico dell’Associazione RiMe MuTe (ricerca, media, musica, tecnologie), struttura che propone il rinnovamento dell’offerta musicale e del target di pubblico mediante la programmazione di eventi concertistici anche a carattere multidisciplinare/intersettoriale e di ricerca, con protagonisti prevalentemente musicisti professionisti under 35, costruendo una vera e propria “musica classica d’Innovazione”. 

Debutta all’età di 11 anni come attore, scelto in diverse produzioni professionali del CSS – Teatro stabile d’innovazione (“Pieri da Brazzaville” di Paolo Patui con regia di Gigi dall’Aglio; “Il bicchiere della staffa” di Harold Pinter con regia di Virginio Liberti)