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Biografia

“pianista raffinato, assai curioso del mondo”
La Repubblica

Matteo Bevilacqua è un pianista concertista italiano, artista in residenza presso la Queen Elisabeth Music Chapel in Belgio, nella classe dei Maestri Frank Braley e Avedis Kouyoumdjian.

Uno dei pianisti più interessanti della sua generazione, incide per le etichette Internazionali Naxos Records e Grand Piano. Le sue incisioni sono state trasmesse in Rai Radio 3 e accolte positivamente dalla critica internazionale (Gramophone, Pizzicato, Crescendo, Amadeus).

Vincitore del “Premio Concerti a Teatro” della Fondazione Carispezia, e del Concorso Internazionale “Palma d’oro” di Finale Ligure, ha ottenuto premi in oltre 30 concorsi internazionali, e si è esibito in prestigiose sale e teatri come il Millennium Amphitheater a Dubai, allo Schlosstheater del Palazzo Schönbrunn a Vienna, al Flagey di Brussels, al Palazzo delle Esposizioni ed al Teatro Palladium a Roma, al Teatro Menotti a Milano, al Teatro Civico di La Spezia, al Teatro degli Impavidi di Sarzana, al Teatro Dei Marsi di Avezzano, all’Arsonic di Mons, al Teatro Massimo di Pescara, al Teatro Nuovo Giovanni da Udine, al Teatro Savoia di Campobasso. Ha al suo attivo oltre 100 concerti solistici, ed è ospite di numerosi festival e stagioni quali il Mittelfest Festival, il Perosi Festival, il Vauxhall Festival, il Legno Vivo Festival, l’ Ente Regionale Teatrale, la Società del Teatro e della Musica di Pescara, il Festival “Castel dei Mondi”, gli amici della musica di Campobasso e di Udine, l’Accademia Ricci, la Fondazione Teatro Nuovo Giovanni da Udine, Roma 3 Orchestra, l’EEAS (European External Action Service). Attualmente è docente di pianoforte principale presso il Conservatorio “A. Buzzolla” di Adria.

Ha collaborato e condiviso il palco con illustri musicisti e personalità, tra questi la Royal Orchestra de Chambre de Wallonie, la Roma Tre Orchestra, l’Orchestra Sinfonica del FVG, Roma 3 Orchestra, i pianisti Bruno Canino, Frank Braley, Irene Russo, Luca Trabucco, l’attore Roberto Mercadini, il grafico Paolo Tassinari, il paleoantropologo Claudio Tuniz (ICTP Trieste), il Cosmologo e divulgatore Lorenzo Pizzuti (Bicocca), l’incisore Andrea Lelario (ABA Roma), i registi Fabrizio Arcuri, Gigi Dall’Aglio e Virginio Liberti, la ballerina Martina Tavano, la flautista e cantante Tinkara Kovac, la mezzosoprano Valentina Volpe Andreazza, la giornalista Cristina Bonadei ed i direttori Sieva Borzak, Roberto Beltran Zavala e Paolo Paroni.

E’ molto attivo nella riscoperta della musica del ‘900 italiano: ha realizzato l’integrale delle opere pianistiche di Luciano Berio, e due CD cameristici assieme al Roma 3 Orchestra Ensemble dedicati alle opere cameristiche del compositore Lorenzo Perosi, per l’etichetta internazionale “Naxos Records”, i dischi sono stati positivamente accolto dalla critica (Gramophone, 2022), e sono trasmessi su Rai Radio 3. Nel 2021 ha preso parte al tour nazionale con il Roma 3 Orchestra ensemble (tra Lazio, Abruzzo, Molise e Lombardia) con musiche di Perosi, Wolf Ferrari e Wagner.

Parallelamente all’intensa attività concertistica e discografica si dedica alla ricerca e allo sviluppo di progetti multidisciplinari intersettoriali che pongono la musica in relazione ad altre arti, discipline scientifiche e nuove tecnologie. Il suo cavallo di battaglia è la performance “Mezzocielo”, un progetto intersettoriale tra la musica, le arti visive e le neuroscienze.

La performance è dedicata alle emozioni evocate dal pianista durante un concerto: l’interprete indossa un caschetto neuronale EEG che registra l’attività cerebrale legata al suo stato emozionale, e con la mente “disegna suonando”, il mutare dei suoi parametri genera infatti in tempo reale la variazione cromatica e geometrica delle opere di arte visiva appositamente ideate dal noto designer grafico Paolo Tassinari, dello studio Tassinari/Vetta, che vengono proiettate in un ambiente immersivo e avvolgente dove vengono ospitati gli spettatori.   

“Un giovane virtuoso che ci regala un Debussy cangiante, dai riflessi madreperlacei, irruento, ironico, delicato, pensoso, diverso da preludio a preludio.”

Sergio ZolliInstArt

È uno dei fondatori del progetto RiMe MuTe (ricerca, media, musica, tecnologia), struttura a carattere under 35 formata da musicisti e ricercatori, riconosciuta dal 2022 e dal 2025 dal Ministero della Cultura art. 24. Il progetto punta alla costituzione della Musica Classica d’Innovazione (MCI), ovvero il rinnovamento generale del fare musica classica dal vivo, mediante la scrittura di giovani professionisti under 35, (ad oggi in numero molto maggiore rispetto alle possibilità lavorative) , la peculiarità del format di spettacolo, l’alta qualità dei concerti, l’intreccio tra l’arte e la scienza e le altre discipline artistiche (multidisciplinarietà).

Debutta per la prima volta sul palcoscenico all’età di 11 anni come attore, scelto in diverse produzioni professionali del CSS – Teatro stabile d’innovazione (“Pieri da Brazzaville” di Paolo Patui con regia di Gigi dall’Aglio; “Il bicchiere della staffa” di Harold Pinter con regia di Virginio Liberti)